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TELELAVORO
Il grande sconosciuto
Sono molte le aziende che nascono completamente sulla scia di questa nuova modalità di lavoro, ma anche le imprese tradizionali ne possono trovare utilità. Vediamo come.

E' un fenomeno in costante crescita ed evoluzione, che mette in discussione le ordinarie forme di interazione tra il singolo lavoratore e l’impresa. Innumerevoli i vantaggi sia per i lavoratori (disabili o quelli che devono prendersi cura di bambini o anziani in casa, per esempio) che per le imprese. Per i lavoratori non ci sono più orari e un ufficio cui recarsi affannosamente tutte le mattine, sopravvivendo al traffico e allo stress da timbratura del cartellino, ma una gestione libera del tempo e del luogo di lavoro. Basta un modem, un computer e una linea telefonica e si possono svolgere le proprie mansioni pressoché ovunque. Per l’imprenditoria ci sono nuove opportunità di crescita. 
In Italia le stime descrivono una crescita esponenziale del 642 % dal 1994, quando i telelavoratori erano circa 97 mila unità, al 2001, quando erano 850 mila, pari al 3,9 % del totale della forza lavoro. La situazione in Europa vede una crescita del fenomeno maggiore: negli ultimi quattro anni si è passati da un milione e 200 mila unità a quattro milioni di telelavoratori. L’Italia si distingue dagli altri paesi europei per un’elevata percentuale di lavoratori da casa, il 43,7% rispetto alla media europea del 32,7% e per elevate percentuali di lavoratori cosiddetti "atipici", o autonomi od occasionali, che rappresentano rispettivamente il 12,5% e il 18,7%. 
Le figure professionali più coinvolte in questa modalità di lavoro a distanza sono i computergrafici, i programmatori, i web designers, musicisti digitali, esperti di sicurezza online e in genere tutte le figure coinvolte nella Itc. 
Per le imprese questi sono i vantaggi:
  • l'aumento della produttività e quindi una diminuzione dei costi;
  • la diminuzione delle dimensioni aziendali con conseguente minore spesa;
  • per l'affitto degli immobili e per il turn over;
  • una maggiore motivazione dei dipendenti conseguente a ogni forma di retribuzione premiale o ottimistica;
  • soprattutto maggiore flessibilità organizzativa.
Ma ci sono anche alcuni svantaggi:
  • minore controllo del lavoro; 
  • ridotta identificazione del lavoratore con l'azienda che lo impiega; 
  • difficoltà nella gestione dei siti e dei lavoratori distanti;
  • riorganizzazione culturale;
  • maggiori spese per apparati di telecomunicazioni e formazione;
  • riorganizzazione aziendale;
Sono molte le PMI che hanno trovato nel telelavoro un mezzo per impiegare professionisti per consulenze a tempo determinato, oppure per subappaltare attività specifiche che impiegherebbero un investimento di mezzi troppo oneroso rispetto all’impiego di soggetti terzi. 
I vantaggi risiedono anche nella possibilità di occupare professionalità particolarmente qualificate che difficilmente si potrebbero trovare nella propria città. Un caso eclatante in tal senso è la società dell’azienda modenese Logos. Riescono a svolgere traduzioni online 24 ore su 24 per circa 36 lingue, grazie a un rete di traduttori sparsa in tutta Italia, anche per le lingue più rare. 
Al momento è presto per fare stime, perché il telelavoro è sviluppato soprattutto nelle grandi aziende (IBM e Telecom, per esempio) e nelle piccolissime imprese di professionisti e consulenti. Sono sorte, soprattutto nel Sud Italia, dei telecentri, finanziati dal Fondo Sociale Europeo, dove nuovi imprenditori hanno trovato le infrastrutture necessarie – pagando una minima spesa di affitto – per svolgere le proprie attività. Gli ostacoli maggiori sono soprattutto di carattere culturale, ma se è vero che gli Stati Uniti sono un modello vincente di impresa allora anche le PMI dovranno imparare a usare il telelavoro. Sul sito del Fondo Sociale Europeo per lo sviluppo del telelavoro troverete le informazioni necessarie sulla formazione in questo settore, con un ricco elenco di testimonianze.
Per informazioni sulla contrattualistica privata potete visitare il sito dell'IRES, che ha sviluppato un progetto di ricerca sul telelavoro, TEPRACON.

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