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COMUNICAZIONE VERBALE
Passiamo ora la parola al manager!
Quante volte dopo questa espressione, avete iniziato a sudare freddo?
E quante altre avete tenuto tra le mani inutili foglietti di carta, con appunti incomprensibili?
E poi la solita domanda: "Capiranno quello che dirò"?
Magari avete qualcosa di  interessante da comunicare e rischiate di essere interpretati in modo scorretto.
Vi proponiamo, qui, una guida pratica per poter dire tutto quello che avete da dire con efficacia e senza batticuore.

Alcune persone riescono a comunicare con gli altri con una grande naturalezza. Semplice, quando è un dono naturale.
Ma la maggior parte delle persone che si occupano di comunicazione per passione o per professione, spesso hanno dovuto affrontare non pochi imbarazzi.
Sembrare convincenti e tranquilli assumendo un atteggiamento aperto e confidenziale, diciamolo, è roba da attori.
I managers ne sanno qualcosa. Sempre più spesso, infatti, anche i più piccoli imprenditori, si trovano a fronteggiare situazioni che farebbero impallidire anche un esperto.
Parlare ad una platea, ai propri collaboratori, ai clienti sono tutte cose a cui non si può ovviare in altro modo se non affrontarle direttamente.

COSA COMUNICARE?
Il primo gradino è inquadrare con precisione cosa dobbiamo comunicare.
Nel caso del manager o dell'imprenditore, si troveranno a fronteggiare spesso meeting, convention aziendali o semplici riunioni con i propri collaboratori.
Molto spesso in questo tipo di riunione vengono comunicati due tipi di contenuti: uno positivo se l'andamento dell'azienda è buono o se sono intervenuti risultati soddisfacenti o, al contrario, negativo se sono insorte problematiche o ne persistono di irrisolte.
Se le reazioni a questa comunicazione sono prevedibili, all'interno della propria azienda, diverso è il discorso quando si comunica queste informazioni verso l'esterno.
In questo caso, la bravura del comunicatore nel riuscire a comunicare, in caso di cattive notizie, dei correttivi tali da veicolare un certo grado di rassicurazione e di consapevolezza.

COME COMUNICARLO?
Una volta individuato quello che dobbiamo dire bisogna decidere come dirlo.
Chiaramente un comunicatore intelligente riuscirà a bilanciare enfasi e toni della voce, a seconda della platea che avrà difronte e a dare il giusto peso alla comunicazione non verbale, cioè quella del corpo .
E'decisamente controproducente restare fermo sulla propria scaletta di argomentazioni, ci sarà sempre qualche intervento che vi farà cambiare direzione.
Detto ciò e individuato cosa dire e come, bisogna scegliere un altro elemento fondamentale: dove.

DOVE?
La scena è importante quasi quanto ciò che bisogna comunicare. Trasmette molto dell'interlocutore. E' buona norma quindi evitare scenografie cinematografiche o ambienti del tutto spersonalizzati. Entrambi possono compromettere la credibilità di chi parla.
Se vi è possibile aiutatevi da immagini, testi o disegni, se dovete comunicare qualcosa di "tecnico". Solitamente aiutano a focalizzare meglio l'argomento e si "stampano" nella mente di chi vi ascolta, con più facilità.
Abbiamo menzionato, pocanzi, il linguaggio non verbale, cioè quello costituito dai gesti, dal timbro della voce, dal movimento del corpo.

IL LINGUAGGIO DEL CORPO
Un bravo manager saprà già che molto spesso è proprio il corpo a tradirci, ad inviare messaggi nostro malgrado e molto spesso non sono messaggi positivi.
L'ansia è un stato d'animo che si percepisce immediatemente e si manifesta con gesti incontrollati e spesso risulta difficile da gestire
Preparare anticipatamente un discorso e studiarlo in modo approfondito può evitare di far cadere l'interlocutore in situazioni imbarazzanti e in più la padronanza dell'argomentazione lo renderà più sicuro e più preciso nelle risposte.
Inoltre bisognerebbe abbondonare certe rigidità e cercare di essere quanto più possibile spontaneo; dopotutto si parla ad altre persone e non a bestie inferocite!

GESTIRE LA COMUNICAZIONE
Siete arrivati ad un buon punto, sapete cosa dire e in che modo, avete scelto la scena e cosa dovete esprimere.
Siete ora in grado di gestire il tutto fino alla fine, senza crollare?
Ricordatevi che una buona comunicazione non è a cascata ma contiene delle pause; servono all'interlocutore tanto quanto alla platea che lo ascolta.
Altro elemento che non deve tradirvi proprio ora è quello di cadere in contraddizione; sarebbe un brutto passo falso e la vostra comunicazione ne uscirebbe malconcia.
Certo, ci sono delle cose che non dipendono da voi, come il vostro grado di leadership: quanto più siete in alto, tanto più semplicemente avrete l'attenzione di chi vi ascolta, per ovvie ragioni. Se al contrario siete brillantissimi ma poco considerati nella scala gerarchica, dovrete lavorare un pò di più sulla vostra capacità di convincimento.

Siete pronti a mettere tutto in pratica?
Se vi impegnate non avrete rivali e ricordatevi... la semplicità e la rapidità vincono sempre!


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